L’elaborazione del lutto nei bambini

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lonely-604086_1920La morte di una persona cara è un evento che prima o poi tutti sperimentano nella vita e ad ogni età essa è fonte di grande dolore, ma per i bambini può essere ancora più complicato.  La comunicazione ad un bambino della morte di una persona amata, ma anche di un animale domestico, mette a dura la prova gli adulti che vorrebbero sempre evitare ai bambini ogni forma di disagio emotivo. Bisogna quindi innanzitutto maturare la convinzione che non si può evitare il dolore al bambino, ma bisogna aiutarlo a superarlo nel migliore dei modi. Quando un bambino subisce un lutto, perde anche una figura fonte di sicurezza e protezione ed è ciò che non dobbiamo far si che venga a mancare perché il bambino continui a sentirsi amato e sicuro.

Come primo passo è necessario spiegare al bambino cosa sia la morte, accostando ad essa il concetto di irreversibilità, con termini chiari, concisi e adatti alla sua età. Per rendere la spiegazione più comprensibile al bambino si possono utilizzare riferimenti ed esempi lui familiari come la morte di un cane o di un gatto che conosce, un cartone animato ecc., accertandosi sempre che il bimbo abbia capito e lasciandogli aperta la possibilità di porre domande in qualsiasi momento lui voglia.

Un errore che si fa spesso é cercare di cancellare il ricordo nel bambino della persona deceduta. Invece è importante prendere delle fotografie, ricordare degli eventi piacevoli, parlare con il bambino della persona in modo che lui si sentirà libero di potersi esprimere. Parlare liberamente del lutto dà il senso al bambino che esso è qualcosa che si può affrontare e superare. Il bambino deve essere quindi coinvolto anche nel funerale, spiegando bene in cosa consiste per fargli avere una maggiore sicurezza nell’affrontare la situazione.
L’elaborazione del lutto ha diverse fasi, anche per l’adulto. In un prima fase prevale il disorientamento, poi subentra il senso di paura e di minaccia, successivamente si entra nella fase della disperazione e della sensazione di non poter essere aiutati da nessuno, infine si passa alla fase del ricordo e si avvia la conclusione dell’elaborazione del lutto. A volte capita di non terminare il percorso perché il soggetto disperato che non può chiedere aiuto, torna alla fase precedente dove prevale la paura, ma almeno può chiedere aiuto a qualcuno. Cosi facendo si “incastra” nelle due fasi intermedie e non riesce ad andare avanti, sviluppando dei sintomi precisi. Nel caso dei bambini si dovrà chieder aiuto ad un professionista quando manifesterà  sintomi come  profonda  apatia e mancanza di interessi, problemi di alimentazione e del sonno,  imitazione della persona deceduta e desiderio fisso di raggiungerla, rifiuto della scuola, comportamenti aggressivi, somatizzazioni fisiche (ad es. mal di pancia, mal di testa) , regressioni (ad es. voler essere imboccati, dormire nel letto dei genitori, paura del buio, urina nel letto), paura che i cari possano morire o ammalarsi.

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