Il male del secolo

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La depressione è il male del secolo. È una sofferenza che travolge un gran numero di persone soprattutto nei paesi occidentali e sviluppati. Molte persone che leggeranno questo articolo si ritroveranno in quello che c’è scritto, ma pochi forse hanno avuto il coraggio di chiedere aiuto a qualcuno o di spiegare quello che sentono. La depressione porta la persona ad essere invasa da un senso di tristezza e dolore costante dove niente riesce a smuovere energie positive. Le giornate sembrano tutte uguali, la voglia di vivere o semplicemente di fare delle attività durante la giornata va scemando sempre di più fino a che non insorge quel senso di apatia difficilissimo da sconfiggere perché si innesca un circolo vizioso dove la non voglia, l’incapacità di provare piacere e la mancanza di energia si alimentano l’una con l’altra. Chi è depresso ha lo sguardo spento, ha difficoltà a svolgere qualsiasi tipo di attività quotidiana, oppure le svolge ma lo fa in maniera meccanica. Queste persone spesso possono provocare negli altri un senso di irritazione e di fastidio perché chi non è depresso non può spiegarsi come è possibile essere così passivi di fronte agli eventi della vita, non può riuscire a comprendere la reale sofferenza di queste persone che molto spesso diventano loro stesse irritabili e aggressive aumentando ancora di più le difficoltà di relazione con chi sta loro accanto. Molte coppie decidono di separarsi perché uno dei due coniugi non riesce a gestire e tollerare i comportamenti del partner depresso, perché tali relazioni mettono sicuramente alla prova anche l’amore più forte. È difficile mettersi nei panni di chi soffre, ma sembra non volere aiuto, però è indispensabile farlo se vogliamo essere di aiuto ai nostri cari. Proviamo a pensare di passare solo un giorno intero con i sentimenti che prova una persona depressa. Basta pensare a quando abbiamo una giornata storta, a quando siamo giù di morale. Questo capita certamente a tutti. Allora pensiamo se quella giornata storta durasse di più. Giorni. Mesi. A volte anni. La maggior parte di noi non riesce a tollerare neanche il pensiero. Allora non giudichiamo e aiutiamo queste persone. Chi soffre non ha piacere nel farlo e aspetta solo qualcuno che gli tenda una mano, per fargli vedere un po’ di luce e uscire da buio.

 

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