Che cosa sono le fobie?

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fobie

Le fobie sono dei disturbi molto diffusi nella popolazione, ma anche molto sottovalutati in quanto i sintomi che essa provoca possono essere facilmente aggirati evitando di venire a contatto con l’oggetto della propria paura. La fobia è infatti una paura sproporzionata, intensa, persistente e duratura per un qualcosa che non rappresenta un reale pericolo, ma viene percepita dalla persona come incontrollabile poiché ad essa si associano ragionamenti “irrazionali”. I soggetti fobici non sanno spiegare la motivazione della loro preoccupazione e non riescono ad essere tranquillizzati da nessuna rassicurazione logica. Le fobie possono avere diversi livelli di gravità e di invalidazione delle normali attività quotidiane, ma i sintomi sono generalmente caratterizzati da  tachicardia, vertigini, disturbi gastrici e urinari, nausea, diarrea, senso di soffocamento, rossore, sudorazione eccessiva, tremito e spossatezza oltre che ai vissuti emotivi di paura e ansia. Questi si manifestano alla vista della cosa temuta o al pensiero di poterla vedere. Ciò comporta che il soggetto fobico tende ad evitare tutte le situazioni nelle quali potrebbe venire a contatto con l’oggetto della sua paura ed è chiaro come questo possa incidere sulla qualità della vita del soggetto. Ad esempio, avere una fobia dell’ascensore non sarà molto invalidante per una persona che vive in una casa in campagna e fa il contadino, mentre può esserlo molto di più per una persona che vive in città e lavora in un ufficio al settimo piano.

Il processo di evitamento delle  situazioni o condizioni che associano alla paura, costituisce un circolo vizioso:  ogni evitamento, infatti, conferma la pericolosità della situazione evitata e l’incapacità del soggetto di affrontarla, aumentando la probabilità di un evitamento successivo. Si crea così un meccanismo che porta a essere sfiduciati nelle proprie capacità e a compromette le relazioni sociali, perché pur di evitare la cosa temuta si è pronti a rinunciare anche ad un’uscita con la famiglia. Ad esempio chi ha la fobia dell’aereo può rinunciare a dei viaggi; chi ha paura degli aghi e delle siringhe può rinunciare a controlli medici.

Le fobie più diffuse riguardano la paura degli spazi aperti,  la paura di esporsi in pubblico (entrambe fortemente invalidanti),  la paura degli animali, la paura di agenti metereologici, del buio, delle altezze, dell’acqua, di sangue, iniezioni, ferite, dei luoghi chiusi o di situazioni specifiche.

Generalmente tutte le fobie sono legate ad esperienze di apprendimento errato involontario, non necessariamente ricordate, per cui l’organismo associa involontariamente la pericolosità a un oggetto o situazione oggettivamente non pericolosa.

È un processo di associazione che avviene tra pensiero e oggetto, mantenuto nel tempo a causa dell’evitamento messo in atto per non provare quella terribile emozione di forte ansia che ne consegue.

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