Disturbi Alimentari

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belly-2354_640I disturbi del comportamento alimentare, sono una piaga della nostra cultura occidentale. La focalizzazione sull’aspetto esteriore e il mito della magrezza agiscono come potenti fattori di rischio per chi già ha una fragilità psichica. Per questi e per altri motivi, il genere femminile è più soggetto a tale patologia, anche se negli ultimi anni si è assistito ad un progressivo aumento nella popolazione maschile.
Le cause alla base del disturbo sono varie e agiscono insieme per creare disturbi molto resistenti al trattamento. Questo discorso vale soprattutto per l’Anoressia Nervosa che presenta una sintomatologia molto evidente, poichè risultante dal connubio di sintomi prettamente fisici (come la notevole perdita di peso, la mancanza delle mestruazioni, danneggiamento delle funzionalità normali degli organi interni) e sintomi psichici  (fissazione sul proprio corpo, ossessione del cibo, ossessione del peso, distorsione percettiva-ossia incapacità di vedere la propria magrezza anche in condizioni dove è a rischio la vita-, autostima legata al controllo che si riesce ad esercitare sul cibo e sul peso, perfezionismo, intolleranza alla frustrazione ecc..).

Discorso a parte vale per la Bulimia Nervosa che si manifesta con ricorrenti abbuffate, dove la persona mangia una quantità di cibo spropositata in un arco di tempo relativamente breve e riporta la sensazione di perdita di controllo, come se non riuscisse a smettere di mangiare. A questo in genere seguono forti sensi di colpa e preoccupazione per il possibile aumento di peso che inducono all’utilizzo di condotte di eliminazioni, come uso di lassativi, vomito autoindotto, esercizio fisico eccessivo e qualsiasi attività inappropriata per prevenire l’aumento di peso. A differenza delle persone che soffrono di Anoressia, le persone con Bulimia non vanno incontro ad un calo di peso eccessivo, anzi in genere sono in leggero sovrappeso. In alcuni casi, si può verificare il passaggio da una sintomatologia legata alla Bulimia ad una legata all’ Anoressia e viceversa.

Ultimo disturbo alimentare molto diffuso è il Binge Eating Disorder (Disturbo da alimentazione incontrollata), tipico della società occidentale. Si riconosce per la presenza di abbuffate, ma meno frequenti o comunque meno intense della Bulimia, alle quali però non seguono condotte di eliminazione.

In tutti e tre i casi l’aspetto principale è l’ossessiva focalizzazione sul corpo e sul cibo.

Il trattamento prevede una presa in carico globale, che significa attuare un intervento multidisciplinare e multimodale. Per la cura e la riabilitazione della persona con disturbo del comportamento alimentare è quindi necessario un lavoro coordinato di psichiatri, medici internisti, dietologi o specialisti della nutrizione e psicologi. Lo psicologo opererà con una valutazione della psicopatologia, poi attraverso sedute individuali (terapia cognitivo-comportamentale), ma anche con l’intervento sulla famiglia.
Ad oggi l’intervento più utilizzato e più efficace per questi disturbi è il protocollo di Fairburn.

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