Ansia scolastica: come aiutare i nostri figli

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Per molti bambini e adolescenti l’inizio della scuola, non comporta particolari problemi, ma c’è invece una fetta sempre più ampia di bambini che sperimenta una forte ansia, poiché alla scuola associa un significato negativo.

Perché la scuola crea così tanta ansia?

La scuola dai 3 ai 18 anni è il contesto principale con cui il bambino interagisce, oltre alla famiglia, ed è quindi necessario che lo viva con serenità.

La scuola dovrebbe essere un’esperienza di apprendimento e socializzazione, ma per molti diventa il luogo del giudizio. È proprio a scuola che il bambino comincia a farsi un’idea su sé stesso avendo modo di mettere alla prova le sue capacità intellettive e relazionali, utilizzando soprattutto il confronto con i pari.

Come si manifesta l’ansia scolastica?

Il bambino può assumere un atteggiamento apparentemente capriccioso, si rifiuta di andare a scuola e lamenta costantemente dolori somatici, soprattutto mal di pancia. Queste manifestazioni sono abbastanza simili anche per l’adolescente.

Quali cause?

La società occidentale attuale è molto esigente e pone molte richieste agli individui sin da bambini, dove tutti “devono” essere i più bravi. A questo si aggiungono gli stili familiari caratterizzati da alte aspettative sul rendimento del figlio. Il bambino, o l’adolescente, si sente quindi troppo pressato da richieste esterne, e sviluppa la convinzione che raggiungere prestazioni ottimali sia l’unico modo per essere amato e considerato. È facile quindi intuire quanto un fallimento in una prestazione, quale è l’interrogazione, attivi dei significati molto più profondi. Non bisogna poi dimenticare la predisposizone biologica a sviluppare disturbi d’ansia.

Come agisce l’ansia a scuola?

Le prove attivano diverse paure quali la paura dell’insuccesso e del giudizio negativo. Quando si attiva l’ansia anticipatoria sicuramente la qualità della prestazione sarà peggiore. Questo conferma l’immagine negativa che il soggetto ha di sé e l’effetto non sarà altro che l’aumento l’ansia in un compito successivo, innescando cosi un circolo vizioso.

Come aiutare i nostri figli?

Innanzitutto lodare gli sforzi e non i risultati, rispettare le attitudini naturali ponendo degli obiettivi adeguati e realistici, insegnare ad accettare gli insuccessi e non caricarli di troppi impegni e attività lasciando spazio anche a momenti piacevoli di svago.

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